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Enrico Nicoli e l’amore per il Giappone

In questa lunga intervista Enrico Nicoli ci racconta la storia della sua carriera, costellata di viaggi, successi e sacrifici, caratterizzata da passione, ricerca continua e dedizione: dagli anni ’90 a oggi. Ci parla dell’amore per il Giappone, dell’esperienza indimenticabile con il maestro Horiyoshi III, dei valori profondi su cui fonda la sua professione… Buona lettura!

Enrico Nicoli, Horien Tattoo, La Spezia
Enrico Nicoli, Horien Tattoo, La Spezia

Ciao Enrico, ti sei avvicinato al tatuaggio negli anni ’90, giusto? Ti chiedo subito come è cambiato secondo te il settore in questi ultimi tempi?
I mass media e soprattutto l’avvento di Internet ha influito notevolmente nella diffusione del tatuaggio artistico e quello che fino a pochi anni fa era quasi un tabù oggi è quasi quotidianità. Ricordo bene quando il mestiere del tatuatore non era considerato un “impiego serio”, ma al limite un hobby… oggi fortunatamente questa professione è stata rivalutata ed è finalmente apprezzata. Come hai detto tu, la mia passione per quest’arte nasce nel ’92: un periodo in cui era difficile reperire qualsiasi tipo d’informazione in merito, riviste dedicate e libri erano quasi introvabili, soprattutto in piccole città come Carrara, dove sono nato e tuttora vivo. Grazie alla diffusione e alla condivisione di immagini negli ultimi anni si sono evoluti gli stili tradizionali e se ne sono creati di nuovi, la tecnologia ha accorciato le distanze e ha reso più visibile quello che un tempo era una pratica relegata a un numero ristretto di persone. Oggi è possibile far arrivare con un click i propri lavori in tutto il mondo… chi l’avrebbe mai detto!

Enrico Nicoli, Horien Tattoo, La Spezia
Enrico Nicoli, Horien Tattoo, La Spezia

Qual è la tua formazione e come hai cominciato a tatuare?
Le missioni impossibili sono sempre le più affascinanti! Avevo disegnato dei flash in stile americano e con la cartellina da disegno sotto braccio avevo fatto il giro degli studi di tatuaggi più vicini alla mia città, chiedendo di essere preso come allievo. Nessuno volle mai vedere quei disegni… venivo respinto immediatamente, a volte in maniera educata e qualche volta no! Avevo quasi perso le speranze quando finalmente Max Della Santina, a Viareggio, volle vedere quei disegni e forse mosso a compassione, data la mia giovane età, acconsentì a farmi assistere alle sedute. Ho appreso così i primi rudimenti e, cosa più importante, la tecnica per saldare gli aghi, che si è rivelata fondamentale molti anni dopo per la preparazione dello strumento usato nella pratica del tebori. Dopo più di un anno passato a osservare, mi sentivo pronto per la mia prima macchinetta e, grazie alla disponibilità di un amico, a eseguire il mio primo tatuaggio in casa. Era il 25 aprile del ’95 e da allora non mi sono più fermato!

Enrico Nicoli, Horien Tattoo, La Spezia Enrico Nicoli, Horien Tattoo, La Spezia

Sei sempre stato affascinato dal tatuaggio orientale o hai tatuato anche in altri stili?
Tatuare solo ed esclusivamente in stile giapponese per me è ancora un sogno! Il lavoro in studio richiede una grande versatilità e nel corso degli anni le richieste dei clienti sono state le più disparate: ho sempre svolto il mio lavoro in maniera professionale, dedicando a ogni stile tempo e rispetto, e rifiutando solo i lavori che ho ritenuto opportuno non eseguire per motivi etici. Avere un’attività propria costa molti sacrifici e poter scegliere lo stile su cui lavorare è un lusso che non tutti si possono permettere.

Il giapponese richiede molta pratica, ma anche tanta ricerca: come ti sei immerso in questa cultura?
Fin da piccolo ho nutrito un certo interesse per la cultura e l’arte giapponese, che si è sviluppato nel tempo in maniera proporzionale all’età, alle capacità e alle possibilità. Nel 2001 ho avuto la disponibilità economica per organizzare il mio primo viaggio in Giappone e finalmente ho potuto ammirare di persona tutto ciò che mi aveva affascinato, e mi era sembrato irraggiungibile. Ben presto mi sono accorto che non sarebbe bastato leggere qualche libro e fare ricerche su internet per comprendere questo stile…

Il miglior metodo di apprendimento è l’esperienza diretta, cercando di capire il punto di vista, la mentalità e lo spirito di un popolo così lontano da noi.

Sono stato in Giappone svariate volte e per ora è l’unica meta che suscita interesse in me: ogni viaggio mi ha insegnato qualcosa e arricchito lo spirito. Nell’apprendimento procedo un passo alla volta, cercando di non perdere di vista l’obbiettivo, conscio del fatto che ho ancora molta strada da percorrere e che la strada più facile non è mai quella giusta.

Enrico Nicoli, Horien Tattoo, La Spezia
Enrico Nicoli, Horien Tattoo, La Spezia

Quali sono le esperienze più significative che hai fatto durante la tua carriera?
Nel 2001 sono stato premiato al contest della Milano Tattoo Convention in due categorie: primo classificato per la miglior schiena femminile e terzo classificato nel bianco e nero. L’anno successivo, sempre a Milano, mi sono qualificato terzo nella categoria miglior schiena. Nel 2011 ho partecipato alla prima Tattoo Convention di La Spezia conseguendo il primo premio nella categoria Best Large e l’anno successivo sono arrivato secondo nella medesima categoria. Più recentemente sono stato premiato alla Florence Tattoo Convention 2017, classificandomi primo nella categoria best oriental. Premi a parte, credo che anche le esperienze negative siano importanti, infatti è dalle nostre sconfitte e dai nostri errori che possiamo imparare e, di conseguenza, migliorare.

Una carriera è come la vita: ci sono alti e bassi, ma ogni momento può rivelarsi educativo.

Le esperienze passate mi hanno fatto diventare quello che oggi sono e una in particolare la porto sempre nel mio cuore: il momento in cui ho ricevuto il nome da Horishi (lo pseudonimo che usano i tatuatori tradizionali giapponesi al posto del nome anagrafico). Il maestro Horiyoshi III, una vera leggenda vivente dello stile giapponese, ha scelto per me il nome Horien che significa Hori=tatuatore ed En=cerchio/moneta. Questo simbolo della tradizione è per me un grande onore e motivo di orgoglio. Si dice che i giorni veramente importanti e memorabili nella vita di un uomo siano molto pochi… era il primo ottobre del 2009, e ogni anno festeggio questa data.

Enrico Nicoli, Horien Tattoo, La Spezia Enrico Nicoli, Horien Tattoo, La Spezia

Dove hai imparato la tecnica tebori?
L’unico modo per imparare è fare! La prima volta che ho visto il maestro Horiyoshi III praticare la tecnica tebori sono rimasto colpito dalla rapidità di esecuzione e dalla precisione della campitura. Ero assolutamente affascinato da questa pratica antica, ma non sapevo veramente da dove partire. Ho cercato di capire come preparare lo strumento e successivamente come utilizzarlo. Per fare questo ci sono voluti parecchi anni di tentativi e fallimenti. Grazie ai consigli del maestro e alla mia ostinazione sono riuscito a migliorare molto in questa tecnica, che spero di sviluppare e praticare sempre di più.

Da chi ti sei fatto tatuare?
Ho sempre desiderato avere dei tatuaggi del maestro Horiyoshi III e quando finalmente nel 2001 me lo sono potuto permettere, ho prenotato le sedute per farmi tatuare tutte e due le braccia, fino al gomito. I soggetti che avevo scelto erano un drago e una fenice… Ma sono rientrato in Italia con un leone circondato da peonie e una carpa tra le onde! Col tempo mi sono accorto che i consigli del maestro avevano prodotto un ottimo risultato. Vista la mia inesperienza di quegli anni, seguire il suo consiglio è stata sicuramente la scelta migliore.

Enrico Nicoli, Horien Tattoo, La Spezia
Enrico Nicoli, Horien Tattoo, La Spezia

Che cosa ti ha insegnato questo contatto con il grande Maestro?
Mi ha fatto capire l’importanza di affidare il proprio corpo a chi ha più esperienza e una visione globale dello stile più ampia. Prima di quel momento assecondavo sempre le richieste dei clienti, anche se non ero d’accordo, ma purtroppo alla fine non ero mai soddisfatto del risultato. Oggi mi comporto in maniera diversa: per la scelta del soggetto parlo con il cliente, cercando di far capire che questo stile ha molte regole e, a differenza dello stile occidentale, l’Horimono giapponese è concepito per essere un tatuaggio unico che si estende in tutto il corpo. Qualsiasi decisione, per questo motivo, influisce su quelle future e tutto deve essere realizzato in armonia ed equilibrio.

Quali sono i soggetti che ami di più e quali invece quelli (se ce ne sono!) con cui hai un rapporto più “controverso”?
Amo fare qualsiasi soggetto in stile giapponese. Alcuni mi risultano più semplici, ma solo perché mi sono stati richiesti più di frequente rispetto ad altri meno conosciuti. Uno tra i miei soggetti preferiti è la carpa tra le onde, anche perché ha un bel significato e porta fortuna. Questo è un soggetto che disegno direttamene sulla pelle del cliente senza usare stencil, in modo da seguire le linee naturali del copro e creare ogni volta un disegno unico. Quando mi viene richiesto un soggetto che non ho mai eseguito sono stimolato a studiare e ricercare. A volte questa ricerca può risultare lunga e complessa, perché è importante riuscire a cogliere lo spirito giusto e mantenere una certa continuità con il mio stile.

Enrico Nicoli, Horien Tattoo, La Spezia
Enrico Nicoli, Horien Tattoo, La Spezia

Quando hai aperto il tuo studio a La Spezia? Com’è la scena nella tua città?
Ho aperto il mio studio in collaborazione col piercer Luca Old-Modish nel ’99. Ho sentito l’esigenza di lavorare rispondendo a qualsiasi tipo di richiesta, dato che spesso le persone sono influenzate da ciò che vedono oppure da ciò che “va di moda”. Nonostante questo, ho cercato di divulgare lo stile tradizionale giapponese tra i miei clienti e poco alla volta sono aumentate per me le possibilità di realizzare tatuaggi in questo stile. In quasi vent’anni le cose sono cambiate, cambiano e continueranno a cambiare: è la natura. Oggi i tatuatori sono aumentati, così come è aumentato il numero di persone tatuate, e trovo che l’unica cosa che fatica ad aumentare sia la cultura del tatuaggio. Io continuo a percorrere la mia strada, senza farmi influenzare da mode passeggere… dopotutto un Horishi ha l’unico compito di mantenere viva la tradizione e tutto il resto non conta.

Ti stai concentrando in qualcosa in particolare in questo periodo?
Ho diversi progetti a cui sto lavorando, tra i quali il completamento di un full body. Questo caso è particolarmente difficile, poiché vi sono diverse cover-up da eseguire. Una di queste ha dimensioni spropositate… tuttavia sono molto fiducioso della sua riuscita. Oltre a questo sto lavorando sullo studio della pittura Sumi-e (pittura con inchiostro e pennelli giapponesi). Richiede molta pratica, dato che si lavora senza alcun disegno preparatorio, bisogna concentrare l’attenzione sull’essenzialità e la raffinatezza del gesto pittorico, che racchiude in sé lo spirito dell’artista.

Enrico Nicoli, Horien Tattoo, La Spezia
Enrico Nicoli, Horien Tattoo, La Spezia

Hai in programma qualche altro viaggio in Giappone prossimamente?
Ovviamente sì! La prossima primavera tornerò a trovare il maestro Horiyoshi III e avrò modo di proseguire con il mio Horimono: è un lungo percorso che segna sul mio corpo una storia di incontri, amicizia e valori che in Occidente, nel nostro quotidiano, stiamo perdendo. La devozione che ho nei confronti di questa cultura, che spesso per noi è incomprensibile, deriva dall’alto livello di civiltà di questo popolo, rispettoso del prossimo, serio e lavoratore, ma sempre pronto a godere delle semplici cose che offre la vita… come la fioritura di un ciliegio. Questo è uno dei concetti fondamentali dello spirito giapponese: l’impermanenza delle cose e dell’essere umano, che insegna ad apprezzare ciò che si ha e ciò che di buono si può ricevere in un breve momento.

Vuoi aggiungere qualcos’altro prima di salutarci?
È doveroso per me specificare di non essere allievo del maestro Horiyoshi III, che prevede come unico successore il figlio Souryou futuro Horiyoshi IV. Volevo ringraziare Miki Vialetto e la vostra redazione per questa bella opportunità e ringraziare tutti coloro che mi sono stati vicino durante questi anni, in maniera particolare il maestro Horiyoshi III per l’aiuto che mi ha dato; i miei numerosi amici giapponesi che mi fanno sentire come a casa; Max Della Santina per avermi accolto nel suo studio; Luca Lorenzoni con il quale condivido l’ambiente lavorativo; tutti i clienti che mi hanno affidato il loro corpo; Nicola Maggiani per l’impegno dimostrato; tutti coloro che mi supportano e infine la mia compagna Sabrina e la mia famiglia. La strada che devo percorrere è ancora lunga, ho ancora molto da imparare, spero di riuscire a migliorare e perfezionare il mio stile e la mia tecnica. Continuerò nella mia ricerca per ampliare le mie conoscenze e mi auguro di avere sempre più possibilità di praticare e diffondere lo stile giapponese. Vi saluterò come in Giappone si salutano i famigliari e gli amici più stretti: ITTERASSHAI! Il vostro, Enrico Nicoli Horien.

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