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Lucrezia Urtis: un sogno chiamato tatuaggio

Lucrezia si definisce una sognatrice. È un architetto, ma da qualche anno si è dedicata al tatuaggio ed è specializzata in “minyonas”: le sue donne “forti e misteriose che vivono nella notte, con le stelle negli occhi e il cuore in fiamme”. Lavora a Milano, da Roots: “un mondo fantastico, che esiste per davvero”, ma ha la Sardegna nel cuore. Conosciamola insieme attraverso questa bella e suggestiva intervista…

Ciao Lucrezia, parlami di te: chi sei, da dove vieni, quando e come hai cominciato a tatuare?
Ciao a voi, amici di Tattoo Life! Dunque… sono una sognatrice, direi. E vengo dalla bella Sardegna. Ho cominciato a tatuare a livello professionale nel 2014, ma sognavo di farlo da molto più tempo. Poco dopo essermi laureata in architettura mi è capitato per caso tra le mani uno dei classici kit per imparare a tatuare e ho cominciato a lavorare sodo per arrivare dove sono ora. Ma è inutile dirlo: non si smette mai di imparare.

Lucrezia Urtis, Roots Tattoo Family, Milano Lucrezia Urtis, Roots Tattoo Family, Milano

Chi sono le donne che immagini e poi disegni e tatui, quelle che tu definisci “minyonas”? Che cosa rappresentano?
Non so precisamente da dove sia partito l’impulso, ma da sempre disegno queste donnine, che sono cambiate e cresciute con me. Con i loro sguardi e gesti comunicano gli stati d’animo più disparati, ma sempre attraverso una bellezza eterea, grande eleganza e forte sensualità. Le ho chiamate “mynionas” – che in “algherese” (il diletto della mia città) e in catalano significa “ragazze” – perché qualche anno fa mi sono ritrovata a leggere la poesia di Antoni Canu, El tren de la minyona: le sue parole mi hanno regalato l’immagine di una donna forte e misteriosa che vive nella notte, con le stelle negli occhi e il cuore in fiamme, che illumina il suo passaggio.

È una bellissima immagine, che rispecchia i tuoi lavori… Come definiresti il tuo stile, invece?
Per il momento non saprei assolutamente definire il mio stile: credo per farlo sia necessario raggiungere un punto d’arrivo e io non mi sento ancora arrivata da nessuna parte… anzi! Vado in crisi di continuo, sento sempre la necessità di ricercare nuove ispirazioni e di creare variazioni, o anche solo di sperimentare con colori e tecniche, mixando cose diverse.

Lucrezia Urtis, Roots Tattoo Family, Milano Lucrezia Urtis, Roots Tattoo Family, Milano

Che cosa ti influenza di più quando crei?
Tutti i miei lavori sono assolutamente influenzati dalle ricerche che porto avanti e dalle mie fissazioni, ma anche, più semplicemente, dai periodi che vivo e dall’empatia che spesso si sviluppa con i clienti speciali.

E da dove nasce il tuo amore per i dettagli?
Credo che il mio amore per i dettagli nasca dalla curiosità: è una “de-formazione” professionale. Da architetto ho sempre osservato con attenzione le superfici e i pattern, e questo mi ha portato a innamorarmi perdutamente delle trame e dalla grana caratteristiche dei manufatti dell’artigianato sardo: dai tessuti ai tappeti, fino al vasto mondo dei gioielli. Per me questo è un terreno sempre fertile, una fonte inesauribile di ispirazione.

Quale soggetto non ti stancheresti mai di tatuare?
Adoro, e non mi stancherò mai di tatuare, i volti femminili. Ogni volta che ne disegno uno cerco di immaginare una storia o un segreto da fargli custodire. Spesso mi faccio aiutare dalla musica, per orientarmi sull’espressione che voglio riuscire a realizzare.

Lucrezia Urtis, Roots Tattoo Family, Milano Lucrezia Urtis, Roots Tattoo Family, Milano

A questo proposito: che cosa ascolti?
Non vivo un solo minuto senza musica. Sono una fanatica! Mi aiuta tanto anche quando disegno, mi serve a interpretare un certo stato d’animo e veicola al meglio la mia ispirazione. Per dare vita alle mie donnine, comunque, la mia colonna sonora preferita sono sempre i Beach House.

Come ti trovi al Roots? E a Milano?
Roots è un mondo fantastico, che esiste per davvero. Adoro lavorare lì: ogni giorno è pieno di sorrisi, di tante belle persone che ti contagiano con il loro buonumore, di ottima musica e splendide piante, oltre che di bellissimi oggetti tutti intorno. Lo trovo un posto molto accogliente e stimolante, e sono veramente felice di far parte di questa famiglia!

… Non ti manca la Sardegna?
È una domanda retorica? (ndr: ride) Ovviamente la porto nel cuore, mi manca moltissimo e ogni tanto è d’obbligo ritornarci, perché mi nutre e mi “resetta” cuore e polmoni, ogni volta che ci metto piede.

Lucrezia Urtis, Roots Tattoo Family, Milano Lucrezia Urtis, Roots Tattoo Family, Milano

Disegni e dipingi, oltre a tatuare?
Assolutamente sì. Cerco di ritagliarmi sempre del tempo extra per dipingere, perché credo che sia un modo alternativo per fare ricerca e per aprire la mente… o svuotarla.

Che cosa ti piace fare quando non lavori e quali sono le tue più grandi passioni al di fuori del tatuaggio?
Le mie grandi passioni sono appunto dipingere, fotografare e ricercare sempre nuovi stimoli e ispirazioni, sia nelle arti visive in generale, sia nella natura. Amo prendermi cura delle mie piante e studiare i fiori, ma amo anche la città, le metropoli e l’architettura.

Osservo sempre il mondo con curiosità e mi lascio incantare dai dettagli.

Com’è una tua giornata tipo?
La mia giornata milanese tipo si svolge così: sveglia a un orario decente per poter portare a spasso la mia bassottina Gala, colazione al bar sotto casa e poi lavoro: alle 11 sono operativa da Roots, finisco le ultime bozze e tatuo “a tavoletta” per quasi tutto il giorno, fino alle 19. Poi di solito torno subito verso casa.

Lucrezia Urtis, Roots Tattoo Family, Milano
Lucrezia Urtis, Roots Tattoo Family, Milano

Ami viaggiare? Fai guest e convention?
Adoro viaggiare per lavoro! Mi piace tanto vivere le città quando vado a fare guest e stringere rapporti di stima e amicizia con i colleghi che vivono all’estero. Per ora ho in programma la convention di Torino e un secondo guest al Salon Serpent di Angelique Houtkamp. Sicuramente ritornerò anche a Strasburgo, in Francia, da una mia cara amica, e poi anche nella bellissima Londra.

Hai altri progetti (professionali e personali) per il futuro?
Sicuramente spero di non perdere mai la voglia di viaggiare. Vorrei avere più tempo per dipingere e disegnare e… chissà! Un domani mi piacerebbe avere un atelier tutto mio, da riempire con tutti gli oggetti che abitano nella mia immaginazione e che di continuo mi ispirano: una sorta di personale Wunderkammer da riempire all’infinito. Per ora continuo a prestare grande attenzione alla tecnica, osservando i miei colleghi, facendo tesoro dei consigli e di tutte le esperienze che si possono fare lavorando in studio, con un team dove regna la stima reciproca e ogni giorno si può imparare qualcosa di nuovo.

Vuoi aggiungere qualcosa prima di salutarci?
Vorrei aggiungere un consiglio per chiunque voglia intraprendere questa strada: ci vuole molta pazienza e dedizione, ma soprattutto è fondamentale avere delle idee e una visione personale dei soggetti, per trovare un modo nuovo di interpretare le storie dei clienti.

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Seguite Lucrezia su Instagram: @lucreziau

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