Doro_band_credit-by-Tim-Tronckoe.jpg

Doro Pesch: un tattoo per Lemmy

La metal queen è tornata sulle scene con ben due nuovi album (“Forever Warriors” e “Forever United”): la nostra intervista colorata d’inchiostro.

Doro Pesch, la regina femminile dell’hard rock made in Germany, mi attende per l’intervista all’interno di un noto rock club di Milano. Non è minimamente stanca di parlare con i media. Anzi.

Diciamo che non sta nella pelle per raccontarmi del suo rapporto con la tattoo art anche perché – mi svela lei – “in tanti anni di carriera questa è la prima volta che posso parlare di tatuaggi con un magazine specializzato. I giornalisti non mi fanno mai domande su quest’argomento eppure io me ne intendo parecchio”.

Non lo mettiamo in dubbio e, dopo averle fatto i complimenti di rito per i suoi due nuovi album in circolazione da metà agosto (“Forever Warriors’”e “Forever United” che la Nuclear Blast, l’etichetta di Doro, ha fatto uscire anche abbinati in un unico combo), partiamo con la prima domanda.

Doro band, credit by Tim Tronckoe
Doro band, credit by Tim Tronckoe

Sulla copertina di “Forever Warriors, Forever United” compari ricolma di tattoo sulle braccia; solo che tu non sei così nella realtà…
No, non lo sono. (sorride) Quella è stata un’idea del mio illustratore storico, Geoffrey Gillespie, che si è sempre occupato dei miei artwork sia per quanto riguarda gran parte della mia carriera solista che dai tempi di “Triump and Agony”, ovvero l’ultimo album in studio dei Warlock datato 1987. In pratica gli ho mandato il demo del primo singolo “All For Metal” quando stavo ancora ultimando la canzone e lui, nel giro di un paio di mesi, mi ha spedito quell’opera Fantasy. Opera che mi ha lasciato senza parole.

Tu quanti veri tatuaggi hai?
Ne ho pochi: circa sette e tutti di piccole dimensioni. I primi ho iniziato a farmeli in età giovanissima, in maniera amatoriale e solo per cementare la mia amicizia con una vecchia compagna d’infanzia. Una volta ho fatto male i miei calcoli con l’ago e sono pure finita in ospedale per il sangue che ho perso! (ridacchia)

Doro tattoos, credit by David Havlena
Doro tattoos, credit by David Havlena

Quindi, riassumendo, per te vale di più il senso di ciò che ti tatui piuttosto che la mera quantità.
Sì, ed io aggiungerei anche la spontaneità. Mi piace fare le cose d’istinto e soprattutto col cuore. Non rimpiango nulla dell’inchiostro che porto su pelle, neanche gli scarabocchi fatti da piccola. Inoltre quel lettering “Für Immer” che ho sul braccio destro (l’intero tattoo recita: “… The one who loves the fans für Immer”, ndr) è più di una dichiarazione d’intenti nei confronti dei miei ammiratori. Ci credo e basta.

Hai in serbo altri tatuaggi a breve?
Credo proprio di sì. Mi piacerebbe avere qualche tributo su pelle nei confronti del mio grande amico Lemmy Kilmister dei Motörhead. Da quando se n’è andato, in quegli ultimi giorni del 2015, mi manca tantissimo. (sospira)

Doro, credit by David Havlena
Doro, credit by David Havlena

Posso saperne di più?
Sai, qualche tempo fa ho scoperto un libro di un illustratore belga dove sono compresi dei ritratti dello stesso Lemmy davvero eccellenti. Ecco quello sarebbe ottimo spunto grafico da proporre a un buon tatuatore specializzato in tatuaggi Realistici. Vedremo.

Parliamo di musica. In “All for Metal”, che citavamo prima, c’è un assolo postumo del compianto Warrel Dane dei Nevermore. Un toccante ricordo per un altro fratello del metal che non c’è più…
Hai fatto bene a citarlo. Ho conosciuto Warrel per la prima volta nel 1988, negli Stati Uniti, quando suonava ancora nei Sanctuary e i Warlock erano in tour assieme alla sua band e ai Megadeth. Poi l’ho rincontrato qualche anno fa al festival di Wacken, sempre con i Sanctuary che nel frattempo si erano riformati da poco…

E lì è nata la vostra collaborazione?
Esatto. Quel giorno eravamo tutti rilassati e in sintonia tra di noi. L’idea dell’assolo è nata lì, senza grosse pretese, ma come celebrazione di un bel momento. E poi lui è morto in quella maniera tragica in Brasile (vittima di un infarto, ndr). Spero che ora possa aver trovato quella pace che cercava.

Potrete leggere l’intervista completa a Doro Pesch in uno dei prossimi numeri di Tattoo Energy.

Doro, copertina CD
Doro, copertina CD

The post Doro Pesch: un tattoo per Lemmy appeared first on Tattoo Life.

About the author

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *