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Giovanni Bonaschi: studiate, ragazzi, che il Traditional non è uno scherzo!

Il titolare del “Noble Art Tattoo” di Mortara porge tributo a coloro che l’hanno messo sulla buona strada e dice: «Questo resta un lavoro di grande responsabilità».

Ha lo studio vicino a Pavia ed è specializzato perlopiù in tatuaggi Traditional. Scende a patti con la modernità, a patto che questo non preveda scorciatoie per farsi un nome nell’universo della tattoo art, ma è innamorato anche delle sane tradizioni di una volta, come per esempio settare le sue adorate macchinette a bobina o tatuare freehand. Lui è Giovanni Bonaschi e questa è la sua storia fatta di studio ed entusiasmo. Conosciamolo meglio.

Giovanni Bonaschi, Noble Art Tattoo, Mortara (Pavia)
Giovanni Bonaschi, Noble Art Tattoo, Mortara (Pavia)

Hai chiamato il tuo studio “Noble Art Tattoo”. Ragion per cui mi piacerebbe sapere se in te nasce prima la passione per la tattoo art o per il pugilato…
In realtà vanno di pari passo. Pensa che uno dei miei primissimi tatuaggi – e parliamo di inizio terzo millennio – è stata proprio la scritta “noble art”… (sorride)

Ma è vero che da ragazzo volevi giocare a boxe?
Sì. In pratica per me sono cambiate solo le aspettative visto che, in origine, sognavo di fare il pugile professionista. Pensare da boxeur è uno stile di vita, esattamente come il tatuatore. Uno stile che prevede sacrificio, umiltà, passione e rispetto.

Giovanni Bonaschi, Noble Art Tattoo, Mortara (Pavia)
Giovanni Bonaschi, Noble Art Tattoo, Mortara (Pavia)

Perché il Traditional? Cosa ti ha portato a studiare la tipologia più classica dell’intera gamma dei tatuaggi?
Beh, nei primi anni ho studiato molto per avere un’infarinatura su svariati stili come il giapponese, il tribale, il lettering e il realistico. Successivamente mi sono concentrato sul tatuaggio Traditional e su quei cari, vecchi disegni.

Quali per la cronaca?
Certe tavole del passato mi trasmettono tuttora un certo fascino, un’eleganza e una potenza intramontabile. Eppure non mi limito a riprodurle fedelmente, preferendo di mio andare a studiare le referenze principali, come vecchie stampe, cartoline, marchi, loghi e tutto ciò che mi riconduce a inizio/metà del ‘900.

Giovanni Bonaschi, Noble Art Tattoo, Mortara (Pavia) Giovanni Bonaschi, Noble Art Tattoo, Mortara (Pavia)

Hai avuto dei maestri nella tua vita oppure ti consideri un tatuatore autodidatta forgiato su libri, riviste e “cavie” umane?
Ho avuto tanti maestri e ne ho tuttora, anche perché da ognuno si ha sempre qualcosa da imparare. Il primo studio che mi ha accolto è stato il “Darkink Tattoo” del mitico Fulvio Vaccarone che ringrazio qui per avermi fatto da guida nel mondo del tatuaggio. Attualmente, invece, mi piace partecipare a seminari, anche su stili diversi dal mio, e sulla regolazione delle macchinette a bobina. E comunque penso che questo sia un lavoro che semplicemente si tramanda. Nessuno si inventa nulla e ognuno si costruisce la propria strada.

Lo studio sui libri delle composizioni, della scelta dei colori e del posizionamento del Traditional resta tuttora fondamentale.

A proposito di tradizione. Dimmi tre cose che ami del passato e altrettante che non sopporti (o di cui faresti a meno) della modernità…
Ormai sono molti i tatuatori che usano programmi per disegnare/tatuare con macchinette fatte come grossi pennarelli e stencil-machine. I risultati sono notevoli, ma quello è un aggiornamento che non farò. Capiamoci bene: non critico chi ha lasciato la vecchia strada ma, allo stesso tempo, non trovo giusto che i nuovi tatuatori comincino in questa maniera. Non sono d’accordo con i tatuatori che non seguono un minimo di etica. Non concepisco corsi che ti fanno diventare “tatuatore” in poche lezioni. Amo invece disegnare a matita. Smontare, settare e rimontare macchinette a bobina. E mi mancano i buon vecchi puntali in metallo!

Giovanni Bonaschi, Noble Art Tattoo, Mortara (Pavia)
Giovanni Bonaschi, Noble Art Tattoo, Mortara (Pavia)

Hai mai tatuato a mano libera o è meglio fidarsi della carta velina?
Ci sono posizioni del corpo e disegni che vanno disegnati a pelle, ma anche per fare un buon incastro tra altri tatuaggi trovo che disegnare freehand sia fondamentale. Ovviamente ci si mette più tempo che ad avere il disegno già pronto però, quando questo succede, si crea tra cliente e tatuatore un legame impagabile di fiducia e stima reciproca.

Tu da chi sei stato maggiormente tatuato a livello di Traditional?
La mia massima riconoscenza e stima va a quei tatuatori che ci hanno spianato la strada e hanno permesso al tatuaggio di crescere. E, credimi, non c’è modo migliore di ringraziarli se non farsi tatuare da loro e presentarsi con una tavola da dare in regalo. Per questo sfoggio tatuaggi dei mitici Gian Maurizio Fercioni, Gippi Rondinella, Mino Spadaccini, Bill Loika e dei fenomenali Rudy Fritsch, Stizzo e Davide Andreoli. Pian piano proseguirò con altre pietre miliari del tatuaggio e mi rivolgerò ad altri artisti che stimo.

Giovanni Bonaschi, Noble Art Tattoo, Mortara (Pavia) Giovanni Bonaschi, Noble Art Tattoo, Mortara (Pavia)

Mettiamo che tuo figlio, tra vent’anni, voglia fare il tatuatore: che consiglio prezioso gli daresti?
Puntiglioso e rompipalle come sono, gli direi le cose eticamente da non fare mai e lo stresserei con studio ed esercizi su carta per mesi prima, di fagli toccare una macchinetta… Anzi, per primissima cosa gli ripeterei quello che mio padre disse a me: questo è un lavoro di grande responsabilità in cui devi sempre dare il massimo!

E il suo primo tatuaggio…?
Semplice: lo dovrebbe fare a me! (risate)

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Seguite Giovanni su Instagram: @giovanni_bonaschi_nat

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