Salvatore Scamardella e il suo cocktail per Tattoo Life

Il bartender del “Piazza Vanvitelli Experimental Bar” di Castellamare di Stabia, numero uno in Italia, ci ha parlato di inchiostro e miscelato bevande di qualità

Salvatore, cosa nasce prima in te? L’amore per l’inchiostro o il guizzo fantasioso nell’elaborare cocktail?
Decisamente l’inchiostro. Mi spiego: io sono del 1987, quindi ora ho 32 anni e il primo tattoo l’ho fatto appena sedicenne seguendo un’altra mia grande passione, vale a dire il calcio.

Salvatore Scamardella
Salvatore Scamardella

Raccontaci tutto.
Nel 2003 mi feci tatuare su di un piede il soggetto di uno scorpione perché ho sempre adorato la sua immagine di animaletto piccolo, ma letale. Esattamente come mi sentivo io su di un campo di pallone! (ride) L’amore per il bartending nacque più o meno nello stesso periodo perché sai, fin da ragazzo, aiutavo mio padre nella gestione di un bar. Da allora direi che mi sono solo evoluto…

Dove sei tatuato esattamente? In foto si notano solo le tue braccia belle “inchiostrate”.
Sì, sono tatuato lungo le braccia e su tutta la gamba sinistra; poi ho qualcosa anche sulla gamba destra e diversi lettering sparsi qua e là.

Salvatore Scamardella
Salvatore Scamardella

Parlami allora della tua gamba sinistra…
Immaginati una manica Giapponese, ma posizionata sulla gamba invece che sul braccio! (ridacchia) Quel tattoo incornicia tutta la sinistra e arriva su fino al gluteo. In pratica è formato da una maschera Oni blu e rossa che si interseca con un drago e una carpa che, a sua volta, nuota controcorrente.

Il simbolo della carpa è un tributo a mio nonno oltreché un tatuaggio molto speciale per me.

Cos’hai tatuato sulle braccia?
Sul braccio sinistro c’è tanto stile Giapponese mentre sul destro ho una rosa (memoria di una vecchia gara di bartending) più un vistoso tatuaggio Maori ricco, a sua volta, di tanti altri soggetti. Sul petto, inoltre, ho una bella geisha perché tatuarmi nel mio caso è, innanzitutto, un rimarcare tanti momenti della mia vita. Belli o brutti che siano.

Salvatore Scamardella
Salvatore Scamardella

Immagino che la tua vittoria dello scorso giugno a Milano – nel “Diageo Reserve World Class 2019” che ti ha proclamato miglior bartender italiano – sia da annoverarsi sicuramente tra quelli belli. E degna, quindi, di un tatuaggio celebrativo…
Esattamente! Ma cosa fai, mi leggi nel pensiero? (ride) Dopo Milano mi sono tatuato le parole “World Class” e non ti nego che, dopo le belle prove di Amsterdam e Glasgow (dove a fine settembre si è svolto il “Diageo World Class Bartender of the Year”, il campionato del mondo dei bartender vinto alla fine dalla coreana Bannie Kang col suo cocktail “Paddy Field”. NDR), un altro tatuaggio è già lì che si fa largo tra i miei obbiettivi più impellenti…

Chi ti tatua di solito?
Due artisti fidati. Uno è Salvatore Orefice del “Grey Ink Tattoo Art” di Napoli mentre l’altro si chiama Salvatore Miranda, napoletano anch’egli, del “Angels Tattoo” di Villaricca. Mando un caro saluto ad entrambi!

Salvatore Scamardella
Salvatore Scamardella

Noto che sulle nocche, contando sia mano destra che sinistra, hai scritto “Thug Life”: sei per caso un fan di 2Pac?
Un rapper enorme come 2Pac l’ho sempre ascoltato e stimato, ma quel tattoo nasce da un’altra mia esigenza.

Volevo sottolineare come io sia arrivato dalla strada e mi sia dovuto guadagnare praticamente tutto partendo dal niente.

Ok, ora sono campione d’Italia e mi invitano all’estero per realizzare i miei cocktail elaborati, ma mi ricordo ancora quando mettevo da parte i soldi – soldi sudati! – per partecipare ad ogni singolo seminario, italiano o europeo, che mi sarebbe stato utile per la mia professione…

Salvatore Scamardella
Salvatore Scamardella

Senti, bravura appurata a parte, pensi che la tua sia anche una divisa congeniale per attirare il cliente o le clienti?
Cosa intendi dire?

Che non ti ho mai visto dal vivo preparare un cocktail, ma susciti grande simpatia già in foto: faccia allegra, barba folta, tatuaggi in bella vista…
Beh, trovo che in questo mestiere ognuno debba avere in primis la possibilità di esprimere sé stesso. Anche se, va detto, la policy di molti hotel di lusso o locali di classe è decisamente rigorosa verso lo sfoggiare tatuaggi, portare piercing o addirittura avere le maniche della camicia tirate su…

Salvatore Scamardella
Salvatore Scamardella

Peccato. E come se ne esce?
Prendendo esempio dagli anglosassoni.

Che sanno preparare ottime bevande, ma allo stesso tempo sfruttano a pieno il magnetismo del body language. Tatuaggi compresi.

Avrei un’ultima richiesta non da poco: ti andrebbe di preparare un cocktail studiato apposta per il nostro Blog?
Certo, prendi carta e penna!

Salvatore Scamardella

Come lo chiamiamo? “Tattoo Life drink”?
No, ovviamente è dedicato a Tattoo Life ma il suo nome è “Alex Atala” in onore del celebre chef brasiliano… bello tatuato di suo! (ride)

Gli ingredienti sono: Johnnie Walker Black Label Whisky lavato con Olio di Arachidi e Pepe di Sichuan; Liquore di Rucola; Country Wine di Papaya; e infine Spuma di Yogurt e Formiche.

Chissà che delizia!
Guarda, dovrebbe esserci un video di me all’opera, proprio qua sotto, dove ve lo preparo in diretta. Buona visione!

Salvatore Scamardella
Seguite Salvatore su Instagram: @salvatoremixologist

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