Alison Belsham: il sangue scorre di nuovo nella confraternita dell’inchiostro

Esce “Il ladro di tatuaggi”, seconda crime story per la coppia Francis Sullivan & Marni Mullins. E, pure stavolta, la tensione in quel di Brighton è bella alta…

Facciamo un po’ di chiarezza, Alison: il titolo inglese del tuo secondo libro è “Her last breath” (ovvero “Il suo ultimo respiro”) mentre qui da noi, per Newton & Compton, è uscito come “Il ladro di tatuaggi”. Che era, a sua volta, il vero titolo inglese del tuo primo romanzo (“The tattoo thief”) che in Italia, invece, è stato pubblicato come “Il tatuatore”. Non pensi che ci sia un po’ il rischio di confondere il lettore?
No, dai, spero innanzitutto che i lettori non cadano in confusione! (ride) La notizia fondamentale è che in Italia sono finora usciti due libri: “Il tatuatore”, nel 2018, e “Il ladro di tatuaggi” in quest’ultimo periodo. Gli editori internazionali decidono a loro volta quale sarà il titolo di ogni romanzo e quello che funzionerà meglio in quel determinato mercato. Eppure, sì, ora che ci penso potrebbe esserci un principio di confusione per chi leggerà le mie storie sia in italiano che in inglese! Quindi, mi scuso in anticipo se si verificherà questo inconveniente.

Alison Balsham, ph by Dona-Lisa Healy
Alison Balsham, ph by Dona-Lisa Healy

“Il tatuatore” era incentrato su di un serial killer che, letteralmente, strappava via i tattoo dal corpo delle sue varie vittime. Il nuovo assassino, invece, è diventato una sorta di “artista” visto che decora con disegni e scritte i cadaveri che lascia lungo il suo cammino. Che ne pensi?
Sì, ne “Il ladro di tatuaggi” abbiamo questo serial killer inedito che ha un nuovo metodo per uccidere le sue vittime e, come giustamente dici tu, i tattoo sono fortemente coinvolti.

Ok, prendila come una diretta conseguenza del mio interesse verso i tatuaggi, ma anche nei confronti dei tatuatori e del loro modo di lavorare.

Sai, oltre alla straordinaria portata artistica di alcuni pezzi, quasi tutti i tatuaggi hanno un loro specifico significato. Sia per quel che riguarda il tatuatore che per chi li “indossa” sulla propria pelle. In pratica, stavolta l’assassino sta usando le sue vittime come se fossero una vasta tela bianca su cui può scrivere il suo messaggio. La polizia inglese, guidata dal detective Francis Sullivan, si rende conto di dover decifrare in fretta tale significato se vuole risolvere il caso e fermare di conseguenza gli omicidi. Di certo la tatuatrice Marni Mullins (già co-protagonista ne “Il tatuatore”. NDR) in questo mio secondo libro è maggiormente attratta dalla vicenda. E pure suo figlio Alex recita un ruolo importante.

Alison Balsham, ph by Dona-Lisa Healy
Alison Balsham, ph by Dona-Lisa Healy

Pensi d’aver inaugurato un nuovo genere letterario con “Il tatuatore” e “Il ladro di tatuaggi”? Magari la cosiddetta “tattoo crime story”?
Beh, non credo di essere stata la prima scrittrice a farlo. So che il grande Roald Dahl (l’autore de “I Gremlins” e “La fabbrica di cioccolato”, deceduto nel 1990. NDR) aveva scritto un racconto incentrato su qualcuno che “ruba” i tatuaggi dal corpo di altri; e gli stessi tattoo sono decisamente presenti nel celebre “Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson (che nell’edizione inglese si intitolava, manco a farlo apposta, “The girl with the dragon tattoo”. NDR).

Il mio immaginario letterario, comunque, è ben diverso visto che alcuni dei miei personaggi principali per vivere hanno scelto di fare i tatuatori.

In questa maniera spero di aprire il mondo del tatuaggio a tutti quei lettori che finora ne hanno sempre saputo poco o niente. Aggiungo una cosa: nonostante l’elemento vistosamente “crime”, le mie storie mostrano gli stessi tatuatori sotto una luce più favorevole. Da questo punto di vista, Marni e il suo ex marito Thierry, sono personaggi complessi che aggiungono molta umanità alla trama.

Cosa ritieni che i tatuatori di Brighton (dove sono ambientati sia “Il tatuatore” che “Il ladro di tatuaggi”) pensino dei tuoi due libri? Hai ricevuto qualche feedback da loro?
Non sono certa di averne ricevuti da quelli di Brighton in particolare, ma ho collezionato buoni commenti e recensioni da parte di tatuatori un po’ di tutto il mondo. Un evento particolarmente elettrizzante è capitato ad una recente convention tenutasi in Repubblica Ceca dove, oltre ai consueti premi per il “miglior tatuaggio” o il “miglior tattoo artist”, sono state donate copie cartacee de “Il tatuatore” ai vari vincitori di giornata. Beh, quello, per me, è stato il sigillo d’approvazione definitivo!

Alison Balsham, ph by Dona-Lisa Healy
Alison Balsham, ph by Dona-Lisa Healy

Nell’intervista dell’anno scorso mi dicesti che la tua sarebbe stata una trilogia senza possibilità alcuna di seguito. Sei ancora sicura di tutto ciò?
So già dove vuoi portarmi… (sorride)

Forse uno come Francis Sullivan potrebbe seguire altri casi. Anche al di fuori di Brighton e della scena locale del tatuaggio, no?
Hai ragione: la storia di Francis e Marni verterà su di una trilogia, e in tutti e tre i libri, gli omicidi coinvolgeranno quella che io amo chiamare “la confraternita del tatuaggio”. Eppure, allo stesso tempo, penso che Sullivan e il suo team investigativo potrebbero lavorare anche su altri casi insoluti visto che Brighton ha ancora così tanto da offrire al lettore. Sai, è una cittadina talmente affascinante, colorata e piena zeppa di altri crimini cruenti! Francis Sullivan a parte, ho un paio di progetti che si stanno facendo spazio nella mia mente. Progetti che non sono ambientati a Brighton e non presentano, a livello di plot, né tatuaggi né tatuatori…

Ne riparliamo a trilogia completata?
Sì, anche perché al momento non posso dirti di più. Ci torneremo sopra quando uscirà il terzo romanzo con protagonisti Francis e Marni: è una promessa, la mia.

Sulla copertina de “Il ladro di tatuaggi” ci sono alcuni riferimenti al soggetto di una piovra. Questo, effettivamente, mi ha ricordato qualcosa…
Beh, come sai, ho un favoloso tatuaggio del genere sul mio braccio destro dato che io adoro quel tipo di animali marini e tutti quei tentacoli attorcigliati. Ovviamente quando si è tratto di pensare ad un tatuaggio per un “certo personaggio” del romanzo (non possiamo dirvi di più onde evitare spoiler… NDR) mi è venuto in mente proprio il mio. E da lì siamo passati ad usarlo, in un certo qual modo, anche per la copertina del libro.

Adoro sia l’artwork de “Il tatuatore” che de “Il ladro di tatuaggi” e non vedo l’ora che esca il terzo volume per vedere cosa si inventerà il designer a questo giro…

Ultima domanda: parteciperai prima o poi a qualche tattoo convention italiana? Magari potresti presentare proprio lì “Il ladro di tatuaggi”.
Eccellente idea! Sono stata tante volte in Italia, ma ormai è passato un bel po’ di tempo dall’ultima. Credo che sia giunta l’ora di tornarci e combinare questo mio viaggio con una partecipazione ad una convention tricolore sarebbe davvero il massimo! A proposito: hai qualche suggerimento da darmi su luogo e data?

IL LADRO DI TATUAGGI, copertina libro
Clicca QUI per saperne di più su Alison Belsham e QUI per scoprire il meglio della Brighton Tattoo Convention 2019.

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