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Manekistefy: il senso Giapponese della composizione

Intervista esaustiva alla titolare (assieme al marito Crez) dell’Adrenalink Tattooing di Marghera. Ovviamente si è parlato di amore per l’arte orientale…

Benvenuta Stefy, possiamo dire che se non fosse stato per un certa rocktsar – Axl Rose – non saresti mai diventata una tatuatrice professionista?
Chi lo sa? (ride) In fondo la mia è stata una vera combinazione di eventi… La musica in primo luogo ha accompagnato la mia natura creativa verso il tatuaggio. E la passione per la melodia e i suoni mi hanno fatto incontrare Crez, mio marito e maestro oltre che la persona che mi ha introdotto nel mondo della tattoo art.

Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)
Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)

Come andarono le cose?
Sai, nel 1997 organizzavo concerti punk e spettacoli teatrali in un locale autogestito dove lui era un vero e proprio habitué. Allo stesso tempo consideravo il tatuaggio come parte integrante dei movimenti sottoculturali. Un qualcosa che rappresentava l’unione di tante belle cose: il disegno, la provocazione e la trasformazione di sé stessi.

Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)
Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)

Cos’altro ricordi di quel periodo?
Negli anni ’90, inVeneto, non era comune vedere una donna tatuata. Io ero considerata quella “strana”, una specie di freak e la discriminazione era una cosa pressoché normale. Poi, nel ’97, sono diventata socia di Crez. Lui, di suo, ha creduto in me fin da subito e mi ha chiesto se mi sarebbe piaciuto tatuare i miei disegni.

Io ovviamente ero super spaventata, ma lo stesso Crez mi ha sostenuto proponendomi nel 2001 di cominciare il mio apprendistato.

Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)
Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)

Sono ormai vent’anni che lavori a stretto contatto con lo stile Giapponese, vero?
La mia passione per la cultura giapponese in realtà mi accompagna, in maniera inconsapevole, fin da quand’ero bambina e guardavo anime assiduamentel in televisione. Nel 2001/2002 Crez e io abbiamo conosciuto la Ryu Family e ci siamo affiatati tantissimo. All’epoca Shiryu, Houryu, Shinryu venivano a trovarci in Italia per dei guest; e noi abbiamo fatto lo stesso per molto tempo cercando di andare in Giappone almeno una volta l’anno.

Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)
Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)

Cosa ti ha insegnato di decisivo il paese del Sol Levante?
Vivere il tatuaggio Giapponese, negli studi privati, mi ha dato la possibilità di conoscerne diversi aspetti: il ritmo lavorativo del tatuatore di origine orientale, molto differente dal nostro; il senso di famiglia degli Horishi; l’importanza del tattoo nipponico come entità indipendente dalla singola persona; lo studio profondo di una cultura antica ancora tramandata per via orale e quello del disegno a tutto corpo ecc.

Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)
Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)

E tu, man mano, hai accumulato tutte queste preziose informazioni…
All’inizio il mio stile non era l’Horimono, dato che non mi sentivo pronta. Ero attratta dalle grafiche “Kawaii” giapponesi, ovvero tutto ciò che è carino e “pacioccoso”. In Giappone, nel 2005, ho conosciuto dei tatuatori all’avanguardia come Sabado, Horinao e Madoka che proponevano uno stile trasversale. Mi hanno ispirato per creare un immaginario tutto mio fatto di soggetti cari al folklore di quel Paese: solo così sono nati i miei gatti e le mie bamboline. Nel frattempo studiavo il tatuaggio Giapponese classico.

Raggiunta la sicurezza e la conoscenza, ho cominciato ad eseguire i soggetti tradizionali dell’Horimono.

Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)
Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)

Quando sei stata in Giappone l’ultima volta e quale importante insegnamento ti sei portata dietro stavolta?
Per fortuna ci sono stata a novembre altrimenti sarei morta di nostalgia durante il lockdown… (sospira) Durante l’ultimo viaggio ha vissuto a fondo l’esperienza della vita giapponese nei Sento, i loro bagni pubblici, e nelle Onsen, le loro terme naturali. Crez ed io abbiamo noleggiato un furgone che però non aveva la doccia e quindi ogni volta eravamo costretti a lavarci nei Sento. Sai, sono delle piccole oasi con piscine, sauna e trattamenti vari. In definitiva è stato un po’ come tornare nel Giappone prebellico dove le case comuni non avevano le vasche da bagno. Un’esperienza molto formativa e interessante.

Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)
Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)

Cosa chiedi ad una tua creazione su pelle affinché soddisfi i tuoi standard?
Ci deve essere armonia e bilanciamento. Deve sembrare naturale come se ti cadesse addosso, come se quel tatuaggio fosse sempre stato lì. Di più: deve muoversi bene con le articolazioni e le curve del corpo. Non può essere buttato lì a caso e ci deve sempre essere il senso della composizione: gli sfondi devono essere curati, i grigi morbidi ecc. Dare la sensazione dell’acqua e dell’aria nei loro movimenti naturali è fondamentale. I soggetti devono essere solidi e stare bene con la persona che richiede quel determinato tattoo.

Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)
Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)

Che rapporto hai con i tuoi clienti?
Sai, ho visto troppi casi di tatuatori che considerano il cliente solo come una “tela” e questo non lo trovo assolutamente giusto. Penso invece che il tatuaggio racconti la storia di un incontro tra due persone. Noi tatuatori mettiamo lo studio, lo sviluppo dello stile e della tecnica, la nostra prospettiva; la persona tatuata mette tutto il suo carattere, la sua vita, il suo corpo.

Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)
Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)

Sbaglio o per fronteggiare la Fase 2 tu e Crez avete creato una mascherina made in “Adrenalink Tattooing” decorandola ad hoc?
Si, abbiamo realizzato tre mascherine decorate con la maschera Hannya e i tipici sfondi del tatuaggio Giapponese. Sin dall’inizio dell’emergenza Covid-19 si è vista la necessità di questi preziosi oggetti sanitari e, appena abbiamo potuto, ci siamo messi sotto a realizzarli. Un po’ di queste stesse mascherine le abbiamo regalate, il resto le stiamo attualmente vendendo sul sito di “Adrenalink Tattooing”.

Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)
Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)

Ultima domanda: è vero che la tua musa e il segreto della tua bravura hanno un nome ben preciso? Vale a dire il tuo gatto Sumi…
Già, Sumi mi porta tanta gioia ogni giorno! L’abbiamo chiamato così per le sue macchie nere, come se fosse stato dipinto con un pennello intinto di inchiostro nero giapponese “Sumi”. Amo gli animali in generale e avere due gatti mi permette di osservarli quotidianamente, capire come sono fatte le zampe, il muso, il corpo agile di un felino. Sumi mi regala tanta tranquillità e per questo mi ispira. Mi insegna ad esistere e basta, senza giudizi, aspettative e tanti pensieri che distolgono l’attenzione. Un gatto sente la vita in modo diverso dagli esseri umani. Io vorrei essere più gatto, meno influenzata da condizionamenti culturali, per sentire la vita per quello che è.

Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia) Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)

Manekistefy, Adrenalink Tattooing, Marghera (Venezia)

Seguite Manekistefy su Instagram: @manekistefy_adrenalink/

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